Raibl e Fusine
Diciamolo subito: tutti i laghi ghiacciati “suonano”. Anche i piccoli laghetti di periferia e i bacini artificiali o le torbiere, basta che siano di una profondità sufficiente a far si che la superficie, gelando, si trasformi in una lastra risonante. Quindi l’invito è ad approfittare dell’inverno quando le temperature scendono bruscamente sotto zero per raggiungere uno qualsiasi di questi luoghi.
Il lago del Predil (Rabil in friulano, Raibl in tedesco, Rabelj in sloveno) è però qualcosa di unico. Ha una superficie importante – con i suoi 610 mila metri quadrati è il secondo della regione per estensione dopo il lago di Cavazzo – e la sua posizione a quasi 1000 metri sul livello del mare lo espone a temperature invernali rigide che possono offrire le condizioni ideali per questo tipo di esperienza acustica.
Grazie alle temperature di questa zona anche i due laghi di Fusine offrono lo stesso spettacolo, ma sono più piccoli, quindi meno potenti, e sono molto più frequentati, quindi è possibile che non offrano le condizioni di silenzio ideali per l’ascolto.
Una caccia durata anni
La prima volta che ci è capitato di ascoltare il suono del lago del Predil è stato per caso e non avevamo con noi registratori o microfoni, ma quell’esperienza ha sicuramente avuto un ruolo nella genesi del progetto Topofonie. È uno dei fenomeni acustici più incredibili e affascinanti della regione, ma non si fa trovare facilmente. Abbiamo costantemente tenuto d’occhio le previsioni meteo nella certezza che al primo inverno – queste zone sono rinomate per le loro temperature polari – avremmo portato a casa il nostro trofeo acustico.
Ma non è stato così.
Negli ultimi anni le temperature non sono scese abbastanza e abbastanza a lungo da permettere la formazione della lastra di ghiaccio. Inoltre, per quanto sia un fenomeno conosciuto dagli abitanti della zona (lì dicono che il lago “canta”o “scoppia”) il gelo non è una condizione sufficiente e pare che non sia facile prevedere con esattezza quando è meglio andare ad ascoltarlo. In generale vale la regola del mattino che ha l’oro in bocca, perché con il sorgere del sole la temperatura si alza e il ghiaccio comincia a muoversi. Però bisogna sapere che potrebbe capitare di fare un viaggio a vuoto, per quanto lo spettacolo del lago ghiacciato, anche se silenzioso, è meraviglioso.
Ululati, spaccature e laser spaziali
Il lago canta in tanti modi diversi, uno più stupefacente dell’altro. Quale sia possibile ascoltare dipende dallo spessore del ghiaccio, dalla presenza di neve, del sole e dell’andamento delle temperature e naturalmente da un po’ di fortuna.
Se la lastra di ghiaccio in superficie è asciutta, estesa ma ancora abbastanza sottile, allora si può farla suonare percuotendola con un bastone dalla riva, o lanciandoci sopra un sasso abbastanza grosso. Il suono che produce è qualcosa di folgorante, simile ad un laser in un film di fantascienza, con la potenza della vastità del bacino e corollato dal silenzio di questa valle che fa da anfiteatro naturale. Questi tipo di suono è il più difficile da trovare, perché richiede condizioni meteo rare, che riguardano la prima brusca gelata e probabilmente non si ripeteranno prima di un nuovo inverno o di un nuovo processo di congelamento. Ancora non siamo riusciti a registrarlo, ma ci riproveremo.
Quando invece lo strato di ghiaccio è spesso al punto che ci si può camminare sopra ed è troppo rigido e pesante per essere messo in vibrazione manualmente, allora sarà lui a dettare il ritmo del suo canto, basta mettersi in ascolto.
Un lago in Fa diesis
Il ghiaccio è vivo, con il variare delle temperature si dilata e si contrae, generando ululati cupi che ricordano i versi di grossi cetacei. Il suono continuo e persistente che si può ascoltare da qualsiasi punto della vallata probabilmente varia a seconda dello spessore del ghiaccio e della sua estensione. Durante le registrazioni che abbiamo effettuato a gennaio 2026 il lago “cantava” attorno a due frequenze specifiche, 138Hz e 180Hz. Musicalmente parlando si potrebbe parlare di un bordone con cadenza in Fa#.
Spesso si verificano improvvise spaccature, che a seconda della presenza di neve in superficie generano suoni più o meno profondi o attutiti. Questi suoni sono accompagnati da eco a cascata in rapida successione ed effetti di flanger che fanno pensare al ghiaccio come a un materiale elastico.
Per le spaccature un punto di ascolto privilegiato è direttamente sul lago, ovviamente quando possibile. La parte di nord-est, su cui si affaccia lo Chalet, è quella meno profonda, spesso ghiaccia completamente tanto che i bambini ci vanno a giocare per costruire igloo o per pattinarci.
Stando direttamente sopra al ghiaccio si percepisce distintamente la zona dove si verificano le spaccature, se sono più o meno vicine, più o meno vaste, da quale parte del lago provengono. La spazialità è molto evidente. Può anche capitare di sentirle attraverso i piedi, il che può dare un leggero senso di ansia, ma si tratta di spostamenti millimetrici su superfici lunghe centinaia di metri.
Se l’acustica è ovattata dalla neve, le auto che percorrono le due strade ai lati del lago fanno da contorno con scie di rumore bianco in stereofonia a destra e a sinistra. Entrambe le strade sono molto belle da percorrere a fine giornata. La SS54 porta in Slovenia tramite il Passo Predil, mentre la SP76 porta a Sella Nevea, ottima per fare una sosta alla topofonia del Fontanone di Goriuda.
Suoni in estinzione
Il gelo è responsabile di altri fenomeni acustici interessanti in questa zona. Alcuni sono destinati ad estinguersi, se non lo sono già (vedi anche il capitolo dedicato al Fontanone di Goriuda nel racconto di Daniele, gestore della trattoria sottostante). Il suono del lago del Predil ghiacciato è senz’altro un’esperienza che merita di essere fatta, prima che sia troppo tardi.
Indicazioni
DOVE
Poco dopo il paese di Cave del Predil.
Se la neve è alta, il ciglio della strada non offre molte possibilità, ma si può parcheggiare comodamente presso lo Chalet al lago e da lì muoversi a piedi.
QUANDO
Quando il lago è ghiacciato (cosa che capita sempre più di rado, purtroppo). È preferibile evitare i weekend per la possibile presenza di turisti.
COME / ACCESSIBILITÀ
Se il lago è ghiacciato può fare molto freddo e può essere ventoso. L’ascolto richiede pazienza e attesa, quindi meglio proteggersi molto bene.
Per scendere sul ciglio del lago consigliati stivali da neve o pedule con grip o ramponi. Dallo chalet ci sono alcuni gradini per la discesa sulla riva del lago, il ghiaccio e il percorso accidentato richiedono comunque cautela.
Il sentiero non è accessibile a persone con disabilità motorie, ma l’ascolto del lago è possibile dal ciglio lungo la strada provinciale, dove ci sono alcune panchine (probabilmente innevate).
Audio
Si consiglia l’ascolto in cuffia.
Importante: nessuna registrazione per quanto tecnicamente avanzata potrà mai rendere l’esperienza dell’ascolto reale. Topofonie.it non è un archivio di suoni, ma un invito ad esplorare con le proprie orecchie il mondo intorno a noi. I file qui riportati hanno solo funzione indicativa.
Link e approfondimenti
- Su internet si possono trovare moltissime registrazioni con i suoni dei laghi ghiacciati, ad esempio qui, ma l’esperienza reale supera di gran lunga le aspettative. Provare per credere.
- Lo Chalet al lago è lì dagli anni sessanta e nonostante non sia molto grande (in inverno la veranda esterna non viene utilizzata) e non abbia le recensioni dei suoi corrispettivi di Fusine, è un luogo storico e accogliente, nei tre piccoli tavoli si può gustare un ottimo pasto (nei giorni in cui siamo stati bolliva in pentola un sugo di cinghiale) in compagnia di stranieri di passaggio, ed eventualmente riscaldarsi con una ricca collezione di infusi alle erbe e distillati. Dato che lo chalet si affaccia letteralmente sul lago, il gestore è anche il riferimento più efficace per sapere se il lago è “in vena di cantare” oppure no. Consigliata la telefonata (chiuso il lunedì).
- In alternativa l’infopoint del turismo di Tarvisio può fornire indicazioni utili sullo stato del lago e delle strade, e può essere utile consultare le previsioni meteo dell’Osmer FVG.
- A Cave del Predil si trova il Parco Geominerario, dove si possono visitare parte delle gallerie della miniera di piombo e zinco che ha influito in maniera significativa sulla storia e sul paesaggio di questi luoghi. Chiusa nel 1991 per motivi economici, negli anni 1940-50 l’impresa che la gestiva aveva 1148 dipendenti e le gallerie raggiungevano un’estensione di oltre centodieci chilometri con sconfinamenti in territorio jugoslavo. Una pagina con le curiosità del parco è disponibile qui.
- .Per gli appassionati di storia, a Cave del Predil c’è anche il Museo storico militare “Alpi Giulie”
- .Il 18 gennaio 2026, l’International Ice Swimming Association (IISA) ha organizzato al lago del Predil il “tuffo dell’orso polare“.
Si ringrazia
Francesca Forgiarini e tutto lo staff dell’Infopoint PromoTurismoFVG di Tarvisio.

