topofonie.it - Il critoleo di Grado - foto di Lara Carrer

IL CRITOLEO DI GRADO

Le scusse

In gradese “el critoleo de le scusse” è il nome del suono che si ascolta camminando sulle conchiglie rimaneggiate (le “scusse”, appunto, i gusci) e rilasciate dal mare sulla spiaggia, in particolare dopo una mareggiata e durante l’inverno, quando i lidi sono vuoti, luoghi ideali per passeggiare.
Il fenomeno è tanto conosciuto e amato dai Graisani (gli abitanti di Grado nel dialetto locale) da essersi conquistato un nome proprio.

Un ascolto con i piedi

Il mare deposita le conchiglie in banchi sul bagnasciuga, mucchi che si possono percorrere come corridoi. Camminandoci sopra, i gusci (in realtà sono scheletri) si spaccano scricchiolando sotto le suole. Ad ogni passo il piacere dell’udito e quello del tatto si fondono in un’unica esperienza. La meccanica delle frantumazioni e degli sfregamenti passa attraverso i piedi e le gambe, un “passare del suono per le ossa” che ha ispirato il poeta Biagio Marin per Il poemetto in memoria di Pier Paolo Pasolini (vedi il testo più sotto di Moreno Miorelli).

Come tanti sonagli

Le conchiglie più sottili e quelle più vecchie e corrose sono sufficientemente fragili da spaccarsi sotto al nostro peso, ma tutte quante, soprattutto se si sono ben asciugate, si possono far rotolare e rimescolare generando ad ogni passo un suono vitreo molto piacevole. Il materiale di cui sono fatte (carbonato di calcio sotto forma di calcite o aragonite combinato con proteine) levigato dall’azione del mare, è estremamente duro e compatto, e negli urti restituisce quasi tutte le vibrazioni, in particolare quelle acute. Inoltre la loro forma concava funge da minuscola cassa di risonanza. Il suono che ne deriva è estremamente brillante, cristallino e “chiaro”. Infatti non sono rari gli strumenti musicali fatti con le conchiglie, come i bastoni della pioggia o i sonagli, molto usati nelle musiche rituali.

Ma una volta erano più belle

Chi da sempre vive a Grado ci ha detto con un po’ di nostalgia che oggi di conchiglie il mare ne porta poche e molto meno belle rispetto ad un tempo. Decenni or sono bambine e bambini vi trovavano “tesori” di tutte le forme e dimensioni, da collezionare o decorare o farne collane da vendere sul banchetto dell’estate. Oggi vi si trovano in gran parte conchiglie di bivalvi – Vongole, Telline, Cuori di mare, Capesante e Canestrelli – di qualche gasteropode, riconoscibile dalla forma avvoltolata – prevalentemente paguri o lumachini – e poco altro.

Il racconto di …

Il critoleo di Grado ci è stato segnalato dall’amico Moreno Miorelli, con il testo che riportiamo qui sotto.

Il mare Adriatico è uno scrigno di conchiglie e, certo, uno dei luoghi che più ne è ricco è Grado. Verso Punta Sdobba c’è addirittura un Lido delle Conchiglie, selvaggio e di grande bellezza ma il luogo qui proposto è invece la cosiddetta Spiaggia Vecchia, un anfiteatro sabbioso che separa il passeggio della Diga dal canale di ingresso al porto. Sugli scogli che dividono la spiaggia dall’acqua, un tempo si ergeva il nautòfono, un altoparlante che, prima dell’avvento dei computer, marcava il paesaggio sonoro della cittadina nelle giornate di nebbia, segnalando l’accesso all’imbocco e che, chissà, sarebbe bello restaurare e rimettere in funzione, semplicemente a memoria dei tempi “eroici”, anche solo per pochi secondi, come avviene in Slovenia con le sirene delle fabbriche sul mezzogiorno del primo sabato di ogni mese.
Il suono che qui si propone, invece c’è ancora e sempre ci sarà: per gli abitanti dell’isola è el critoléo, termine gradese, fortemente onomatopeico che descrive perfettamente, con il suo suono, lo scricchiolio sotto le scarpe delle migliaia e migliaia di conchiglie che non si possono non calpestare camminando sulla Spiaggia Vecchia. E’ qui che si depositano a mucchi, più che altrove, soprattutto dopo i giorni di bora. Un suono, el critoléo, che è stato di ispirazione per uno dei maggiori poeti del Novecento: Biagio Marin. Nato a Grado, ha attraversato il secolo scorso, nascendo austro-ungarico nel 1891 e proseguendo la sua vita fino al 1985. Ha cantato, rigorosamente in dialetto, la luce, i riflessi, i suoni del suo mare, visti e ascoltati dalle finestre di quella sua casa rosso mattone, affacciata proprio alla Spiaggia Vecchia. Una sua poesia, ha quale titolo El critoléo del corpo fracassao (Lo scricchiolio del corpo fracassato) ed è dedicata all’amico Pier Paolo Pasolini, alla sua morte e al suo ricordo. Poche parole, come el critoléo, possono restituirci il senso fisico di quella tragedia.

Moreno Miorelli

Quel rusignol canteva,
ma nissun lo intendeva:
el deva vose forte
a le ragion de vita e morte;

ma l’aria gera muta,
la zente sorda:
nissuna corda
nei cuor vibreva suta;

canto d’amor s’ha fato disperao,
s’ha fato pianto e crio:
invocassion al Dio
mai più incarnào.

Pùo, la rivolta:
la note cupa incora ascolta,
nel deserto d’un prào,
el critoleo del corpo fracassao.

Quell’usignolo cantava
ma nessuno lo capiva:
una voce forte offriva
alle ragioni della vita
e della morte;

ma l’aria era muta,
la gente sorda:
nessuna corda
nei cuori aridi vibrava;

il canto d’amore si fece disperato,
diventando pianto e grido:
invocazione al Dio
mai più incarnato.

Poi, la rivolta:
la notte cupa ancora ascolta,
nel deserto di un prato,
lo scricchiolio
del corpo fracassato.


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Lirica IX tratta da
Biagio Marin
El critoleo del corpo fracassao. Litànie a la memoria de Pier Paolo Pasolini
Lo scricchiolio del corpo fracassato. Litanie in memoria di Pier Paolo Pasolini
a cura e traduzione di Ivan Crico, con estratti dai diari inediti di Biagio Marin a cura di Pericle Camuffo.
Testo a fronte.
Collana ”Ardilut” curata da Giorgio Agamben
Quodlibet, Roma, 2021, pp. 88.

Indicazioni

DOVE
Spiaggia vecchia di Grado (Spiaggia Costa Azzurra), spiaggia piccola di fronte al Palazzo Zipser, isola Banco d’Orio e probabilmente altre isole della laguna.

QUANDO
Al di fuori della stagione turistica (da novembre a marzo) possibilmente dopo una mareggiata.

COME / ACCESSIBILITÀ
Alla spiaggia vecchia si arriva in macchina con parcheggio auto nelle vicinanze (in inverno i posti si trovano facilmente, anche se i più prossimi sono a pagamento) e con passerelle che portano quasi fino al bagnasciuga, ma qualche metro di sabbia lo si deve attraversare a piedi. Alla spiaggia piccola davanti al palazzo Zipser si arriva con una passeggiata sulla diga che ha ampi spazi e servizi ma si devono scendere alcuni gradini se si vuole arrivare all’acqua. Al Banco d’Orio si arriva solo in barca e bisogna portarsi tutto perché non c’è nulla a parte la sabbia e le conchiglie.

Audio

Audio binaurale, si consiglia l’ascolto in cuffia.

Una nota importante: nessuna registrazione per quanto tecnicamente avanzata potrà mai rendere l’esperienza dell’ascolto reale. Topofonie.it non è un archivio di suoni, ma un invito ad esplorare con i propri sensi il mondo intorno a noi. I file qui riportati hanno solo funzione indicativa.

Grado, il critoleo, registrazione del 10/03/26 – spiaggia fronte Zipser – ℗ Andrea Blasetig
Grado, il critoleo, registrazione del 10/03/26 – spiaggia fronte Zipser – ℗ Andrea Blasetig

Link e approfondimenti

  • Marin era affascinato dalla perfezione di questi doni preziosi del mare. Ne raccolse a centinaia assieme alla moglie Pina, durante le loro passeggiate lungo le rive, creando nel corso degli anni una grande collezione a cui teneva molto. (Crico, Prefazione, in B. Marin, El critoleo del corpo fracassao…, cit., pp. 10 – 11.)
  • Il poemetto di Biagio Marin edito da Quodlibet si può trovare qui

    Si ringrazia

    Ivan Crico, Alessandro Fogar, Moreno Miorelli.