La Grotta Gigante - goccia su stalagmite - foto di Lara Carrer

LA GROTTA GIGANTE

Un primato mondiale

Tanto per cominciare la Grotta Gigante, che si trova sul Carso triestino, è la grotta turistica a sala unica più grande del mondo. Basterebbe questo per invogliare ad andare a visitarla. Va da sé che in uno spazio così anche l’acustica sia da primato.

Esterno e interno

Bastano pochi gradini in discesa. Già dopo le prime rampe ci si rende conto che qualcosa è cambiato. I suoni sono smorzati, come se si fosse entrati in un salottino con le pareti foderate di velluto.
Improvvisamente l’esterno non esiste più.

I rumori dell’autostrada in lontananza, il canto degli uccelli, il vento tra le foglie degli alberi, tutti i suoni del mondo di superficie sono scomparsi e prevale una sensazione di “interno”, di raccolto. Se si ha la fortuna di trovarsi in un gruppo discreto e non troppo numeroso di visitatori l’effetto si nota e la sensazione è tale che le voci si abbassano e si crea un senso di soggezione, di rispetto, come verso un luogo sacro.

Il concerto di gocce d’acqua

Se nei giorni precedenti ha piovuto, in questo tratto e lungo tutta la prima discesa si sentono le gocce d’acqua, che cadendo sulle ringhiere di metallo suonano in tanti modi differenti. Dipendentemente dai tempi e dai luoghi delle precipitazioni il “concerto di gocce d’acqua” può essere rarefatto, placido o molto sostenuto. Le “note” hanno una piccola coda musicale se la goccia colpisce il punto giusto della ringhiera, o possono essere secche, brevissime e più o meno acute se cadono su una stalagmite o sul cemento o sulle nostre giacche. E non sono solo distribuite nell’orizzonte, ma anche sopra e sotto, e sono prossime e distanti, danno una sensazione piacevole e rilassante.
Il suono in questo primo tratto è ancora abbastanza ovattato, le gocce si ascoltano nitide, non c’è particolare riverbero. Fino a che…
Improvvisamente si apre.

Una cattedrale sotterranea

Una cattedrale sotterranea si presenta agli occhi e non c’è fotografia o registrazione che possa rendere l’idea. Anche l’acustica è completamente cambiata, si è aperta fino a colmare l’intero spazio circostante. È praticamente impossibile resistere senza fare qualche suono per sentirne l’eco.
Dopo pochi passi si raggiunge il centro della sala.

Se c’è acqua la panoramica acustica è totale, le gocce sono ovunque in un raggio di settanta metri e una altezza di oltre cento. Suonano molto diversamente a seconda che cadano sulle plafoniere delle luci (questo un po’ bruttino, va detto. Ci si potrebbe lavorare un po’ su) sulle ringhiere o sul tetto della stazione geofisica che si vede alla base della grotta.

Non capita spesso di poter ascoltare una pioggia in una cattedrale! Il riverbero non è particolarmente lungo, ad una prima riflessione segue una coda di sette/otto secondi dal suono pastoso, dolce e denso senza essere ridondante. A differenza delle cattedrali, dove le pareti sono in gran parte di marmo e lisce, qui le pareti sono piene di anfratti, anse, sculture, superfici con innumerevoli facce, rotondità, e il suono non rimbalza in maniera uniforme, ma con infinite modalità, tempi e direzioni. L’immenso vuoto della cavità non fa che amplificarne il volume. Ovviamente tutto questo rende gradevoli i suoni molto delicati, mentre un pubblico chiassoso potrebbe rendere l’ascolto faticoso, stancante.

Un labirinto acustico

Quando non c’è infiltrazione d’acqua e quindi le gocce non cadono o sono molto rade, l’acustica della grotta è comunque impressionante. Chi ci ha accompagnato lo ha definito “un silenzio rumoroso”, che riserva comunque sorprendenti particolarità. Ci sono punti dove il suono va verso il basso o altri in cui si possono sentire le voci di persone molto lontane come fossero a pochi passi. Se c’è silenzio, un suono anche infinitesimale si può ascoltare da molto lontano, una voce nel tunnel all’uscita si distingue molto bene da sotto, anche se “sfocata”.
Le guide e gli speleologi che lavorano in grotta da molto tempo conoscono bene tutti questi segreti e vi invitiamo a far loro tutte le domande a riguardo.

Indicazioni

DOVE
Borgo Grotta Gigante, Sgonico, Trieste.
Il parcheggio è gratuito e a pochi metri dall’ingresso. È interessante sapere che nei due passi che si fanno per raggiungere la biglietteria (l’ingresso è a pagamento) si cammina sopra alla grotta.

QUANDO
Gli orari di apertura al pubblico e tutte le indicazioni per prenotare la visita (la prenotazione è d’obbligo data l’alta frequentazione) sono consultabili sul sito della Grotta Gigante. Inutile dire che suggeriamo di visitare la grotta nei periodi di minima affluenza, idealmente dopo una giornata di pioggia.

COME / ACCESSIBILITÀ
Si accede a gruppi, che possono essere anche numerosi, accompagnati da guide. Il percorso prevede circa 500 scalini in discesa e altrettanti in salita. La visita dura poco meno di un’ora.

A causa degli scalini il percorso non è accessibile a persone con disabilità motorie, è possibile una visita virtuale in 3D.

Sono consigliate, se non obbligatorie, scarpe comode con suola in gomma e una felpa durante il periodo estivo, la temperatura interna è di 11 gradi costanti tutto l’anno.

Audio

Audio binaurale, si consiglia l’ascolto in cuffia.

Importante: nessuna registrazione per quanto tecnicamente avanzata potrà mai rendere l’esperienza dell’ascolto reale. Topofonie.it non è un archivio di suoni, ma un invito ad esplorare con le proprie orecchie il mondo intorno a noi. I file qui riportati hanno solo funzione indicativa.

Gocce d’acqua in Grotta Gigante (ingresso della sala, con ringhiere) – ℗ Emanuele Pertoldi – Organic Audio
Concerto di gocce d’acqua (fondo della grotta) – ℗ Andrea Peluso / Organic Audio – © Continuo/Spazioersetti
Improvvisazione di sax – ℗ Andrea Peluso e Emanuele Pertoldi / Organic Audio – Sassofono, mix, editing e master di Antonio Della Marina – © Continuo/Spazioersetti
Test di risposta all’impulso (Palloncino) – ℗ Emanuele Pertoldi – Organic Audio – © Continuo/Spazioersetti

Link e approfondimenti

  • Una descrizione del percorso turistico della grotta si trova qui.
  • La grotta ospita i pendoli geodetici più lunghi del mondo, usati dal Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’Università degli Studi di Trieste per monitorare le impercettibili vibrazioni generate da terremoti che avvengono anche all’altro capo del pianeta.
  • Il volume della Grotta Gigante è di circa 365.000 metri cubi, è la sala naturale più grande al mondo ed è stata inserita nel Guinness dei primati nel 1995. Nel suo ventre potrebbe contenere la basilica di San Pietro di Roma.
  • La Grotta Gigante ospita spesso eventi culturali e di intrattenimento di vario genere: concerti, spettacoli e letture teatrali, bagni di gong…
    Molto amato l’appuntamento con la “Befana in Grotta Gigante”, che ogni 6 di gennaio richiama centinaia di spettatori, con gli speleologi che si calano in costume dalla volta della Grotta.
    Per i più adulti c’è l’esperienza speleo, un viaggio nelle profondità della terra accompagnati dalle guide del Collegio Guide Speleologiche del Friuli-Venezia Giulia.
    Per ricevere le informazioni sulle iniziative è possibile contattare la Grotta Gigante e chiedere di iscriversi alle loro mailing list o gruppi whatsapp.
  • Guttatim è un’opera d’arte sonora del 2014 dell’artista Michele Spanghero basata sull’acustica della Grotta Gigante. Ispirata a I Am Sitting in a Room di Alvin Lucier, sfrutta il rimbombo della grotta per amplificare ricorsivamente il suono di una goccia d’acqua. Da ascoltare.
  • Alla ricerca dell’oblio sonoro (ed. Atlantide) è un bellissimo libro di Harry Sword dove tra le tante cose si parla di archeoacustica. Un estratto dedicato all’acustica dell’Ipogeo di al-Saflieni sull’isola di Malta si può leggere qui. Merita.

Si ringrazia

Commissione Grotte “Eugenio Boegan” (CGEB) nella figura del presidente Aldo Fedel e tutto lo staff di lavoratori e volontari della Grotta Gigante.